M di Mantova - Stampa grafica in edizione limitata

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"MANTOVA un mondo addormentato in una calda luce " così l'ha definita Bodelaire.

Ci sono ritornato dopo tanti anni e, come sempre succede quando ci vado, NON MI DELUDE MAI!!

Sarà perchè sono figlio di genitori entrambi mantovani ; nonni mantovani ; sposato con una figlia di genitori anch'essi  mantovani   (il famoso detto "mogli e buoi dei paesi tuoi" io l'ho rispettato alla lettera....) ; di conseguenza anche i suoceri e il loro parentado , interamente di Mantova (per la precisione di San Matteo delle Chiaviche...che nome strano...); poi ci sono  Amos e Benito, i miei due cari "cuginoni" mantovani DOC  (li chiamo così perchè sono più grandi di me di anni e di "stazza") che, da sempre, abitano a San Giorgio di Mantova. Per tutti questi motivi quando ho deciso di disegnare Mantova mi sono accorto, mano a mano che procedevo nella realizzazione dell'opera, che mi veniva tutto facilmente e molto naturalmente, dandomi la netta sensazione di essere " a casa".

Chi mi conosce sa che ,dove posso, cerco sempre di inserire, in ogni disegno, gli intercalari e le frasi più conosciute  nel dialetto parlato della  città che sto illustrando; anche per Mantova  ho fatto la stessa cosa soltanto che , a differenza di tutte le altre volte, le frasi dialettali che ho inserito le ho sentite pronunciare centinaia di volte  (o meglio.... imprecare )dai miei due nonni, quando litigavano tra di loro; le ho sentite dire dalla mia mamma nelle discussioni con mio padre; ecco che allora mi sono sentito quasi " obbligato" ad inserirle in rispetto alla loro memoria.

E' impossibile disegnare la città di Mantova senza  rappresentare i suoi famosi piatti e specialità culinarie tanto più che, personalmente, è  da una vita che mi gusto il "risotto alla pilota con la salamella " (una volta era anche con il pesce gatto) prima cucinato da mia nonna , poi da mia mamma, e ora, fortunatamente, anche da mia moglie ,che è piuttosto brava a farlo, perchè rispetta scrupolosamente la ricetta, il tempo di cottura  e le proporzioni tra acqua e riso che mia madre gli ha insegnato.

Stessa cosa è successa  con gli altrettanto famosissimi "Tortelli con la zucca" ) (che deve essere mantovana) ; il salame mantovano (con l'aglio è meglio) ; la torta "SBRISOLONA CON LO ZABAIONE A PARTE" e l'ANELLO DI MONACO 
 a Natale in coppia con il Panettone Milanese.

Mantova è una città calma, nel senso che ti accorgi subito, appena  ci entri, che i ritmi sono rallentati rispetto a città come Milano o Brescia.

Il mio consiglio è di arrivarci dalla parte del ponte di San Giorgio  (l'altro ponte è quello Dei Mulini), perchè dopo che lo hai percorso,  ti trovi di fronte al bellissimo e imponente Castello di San Giorgio ( di sera ,con l'illuminazione, è ancora più bello e suggestivo), parcheggi la macchina fuori dalle mura  (tutto il giorno a 6 euro) e poi entri a piedi da uno dei tanti passaggi.

Appena oltrepassi le vecchie mura della città tutto cambia : vieni accolto da un improvviso silenzio mentre cammini nelle sue piccole vie , tutte acciottolate e con case basse e molto ben ristrutturate per la maggior parte di loro ( consiglio scarpe con una suola spessa e per le donne NO TACCHI).

In pochi minuti arrivi a Piazza Delle Erbe dove trovi la Torre con L'orologio Astronomico, la  Rotonda di San Lorenzo , Il bellissimo Palazzo della Ragione con i suoi storici ristoranti sotto i Portici (che in estate mettono i tavoli lungo tutta la piazza)e la Basilica di Sant'Andrea che è la chiesa più grande di Mantova.

Percorri la via Broletto e passando sotto il Voltone di San Piero arrivi alla grandissima piazza Sordello dove in fondo vedi il Duomo e alla destra il Palazzo Ducale  (o Reggia dei Gonzaga) e a sinistra la torre della Gabbia ; anche questa piazza è interamente pavimentata con gli scomodi, ma antichissimi ciottoli di sasso rotondi ed è in forte pendenza da un lato (il lato alto sta dalla parte del Palazzo Ducale).

Se ti piace andare per mercati allora devi andare a Mantova al giovedì ; troverai un ricco e vastissimo mercato formato da bancarelle di ogni tipo e di qualità molto alta in ogni settore merceologico e che occupa le due piazze che ho citato oltre alle vie intorno(lo afferma mia moglie che di mercati se ne intende un pò).

Girando tra le bancarelle sentirai parlare in dialetto mantovano da tutte le parti e da tutti con tutti.

E' bello , è piacevole sentirlo parlare, è  "buono" il dialetto mantovano....non è mai aggressivo; proprio come lo sono i mantovani, quelli veri.

E' ora di pranzo e non mi faccio sfuggire l'occasione di riassaporare gli antichi sapori; ci accomodiamo in una antica trattoria sotto i portici di via Broletto di cui non dirò il nome per non fare pubblicità e per non fare ingiuste  preferenze  visto che a Mantova si mangia bene dappertutto.

Partiamo con una scodellina di agnolini serviti  in "bevr in vin" ( con il lambrusco mescolato al brodo) tanto per "aprire lo stomaco"; per il sottoscritto arrivano i famosi tortelli con la zucca al burro e salvia (...è la morte loro secondo me) e per mia moglie il risotto alla pilota ; a seguire un ,bel luccio in salsa (buonissimo), per finire in bellezza con una generosa porzione di torta sbrisolona accompagnata con un bicchierino  di zabaione ( lo stesso che mi preparava  la mia nonna con il caffè, a colazione).

Se hai tempo, per chiudere la visita di Mantova in bellezza ,  ti consiglio di prenotare  un giro in battello  nel tardo pomeriggio; sorseggiando un ottimo aperitivo potrai goderti la vista del sole che scompare dietro lo  skyline  della città .DA NON PERDERE!!

E' ora di tornare a casa  e lascio Mantova ripercorrendo il Ponte di San Giorgio al contrario ; questa volta è  tutto illuminato ai suoi  bordi e, dallo specchietto retrovisore della macchina, vedo il castello di San Giorgio, anch'esso illuminato, che rimpicciolisce sempre di più fino a sparire.

Alla prossima volta....dolce Mantova.

Ci vediamo alla prossima città  che sarà  Sondrio , capitale della Valtellina....sempre in punta di pennino.

Tristano Bosi 

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